Lina Wertmuller, dopo Pasqualino Settebellezze, finalmente l'Oscar alla carriera

Lina Wertmüller, 91 anni, ruba la scena agli Oscar Governors Awards e lo trasforma in un evento gioioso, vivace e riflessivo con le sue dichiarazioni sull'inclusione, la diversità e l'equità di genere e la sua provocazione. Sul palco anche la figlia della regista, Sophia Loren e Isabella Rossellini.

Complessa e senza paura, tra i registi cinematografici più brillanti, Lina Wertmüller è stata la prima donna nella storia ad essere candidata all'Oscar come migliore regista, per il film Pasqualino Settebellezze nella cerimonia del 1977.
Anche se non ha vinto quell'anno, la 91enne signora con i famosi occhiali bianchi ha ottenuto finalmente Il Premio Oscar onorario, chiamato in passato anche Premio Oscar alla carriera, nell'ambito dell'11° Governors' Awards dell'Academy del 27 ottobre 2019.
"È un'emozione fortissima", ha dichiarato Lina Wertmüller preparandosi alla cerimonia per la quale, nonostante l'età, il protocollo dell'Academy ha richiesto la presenza sul palco.

Sophia Loren presenta Lina Wertmüller

A introdurre la Wertmüller sul palco c'era la grande Sophia Loren, che ha detto in italiano:
«Lina, sono venuta per te, per abbracciarti e per baciarti perché era tanto tempo che non ti vedevo, e stai benissimo, brava, brava!».
Poi ha continuato in inglese:
«Il primo film che abbiamo fatto insieme è stato un po' più di 40 anni fa, ma gli aggettivi per descrivere Lina sono gli stessi: piena di passione, giocherellona, onesta e brillante. Quando la incontri capisci immediatamente che sei alla presenza di un incredibile talento ma anche di una donna indimenticabile, un'artista che ha fatto storia essendo se stessa».
Lina Wertmüller regista premio carriera oscar

La consegna dell'Oscar a Lina Wertmüller

La statuetta è stata consegnata da due delle sole cinque donne fino ad oggi candidate all'Oscar, Jane Campion e Greta Gerwig.
Jane Campion, che ha avuto l'incarico di parlare delle donne regista nella storia dell'Academy, ha detto:
«Cinque donne, un Oscar; ma per gli uomini è un'altra storia. La prima e unica volta in cui le persone hanno vera eguaglianza è alla nascita, poi basta. E come combattere secoli di discriminazione? Nel cinema si è cominciato con Lina!».

Chi è Lina Wertmüller

Nata a Roma il 14 agosto 1928, Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich, in arte Lina Wertmüller, è una regista e sceneggiatrice italiana.
A diciassette anni si iscrive all'Accademia d'arte drammatica diretta da Pietro Sharoff.
Il suo esordio sul grande schermo è del 1953 come segretaria di edizione in ...e Napoli canta! di Armando Grottini; poi, tra il 1960 e il 1963 come aiuto regista di Federico Fellini, con le pellicole "La dolce vita" e "".
Nel 1963, il suo esordio come regista con "I basilischi", narrazione, amara e grottesca, di alcuni poveri amici del sud. Il film le valse la Vela d'argento al Locarno Festival.
Fu nella seconda metà degli anni '60 che nacque la sua collaborazione con l'attore Giancarlo Giannini, protagonista dei sui film di maggior successo:

  • Mimì metallurgico ferito nell'onore (1972)
  • Film d'amore e d'anarchia - Ovvero "Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza..."(1973)
  • Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto (1974) con Mariangela Melato

Giancarlo Gianni Lina Wertmüller Mariangela Melato

  • Pasqualino Settebellezze (1976)
  • La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia (1978)
  • Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici (1978).

La signora Wertmüller, salita sul palco accompagnata dalla figlia, Maria Zulina, dal fidanzato della figlia e con i suoi riconoscibili occhiali bianchi, non ha perso occasione, dichiarando, in italiano, la sua provocazione:
«Cominciamo dal fatto che già questo Oscar è una cosa molto maschile, perché non facciamo un Oscar femminile, e lo chiamiamo Anna?»
Poi, da vera superstiziosa, mentre Isabella Rossellini le si avvicinava per tradurre le sue parole, l'ha criticata per il colore dell'abito: "La prossima volta che Isabella viene vestita di viola, io la spoglio", facendo più volte il gesto delle corna, suscitando l'ilarità del pubblico.

La dedica dell'Oscar

Poi ha continuato:
«Dedico l'Oscar a mio marito Enrico, a mia figlia Maria Zulina, che mi è venuta molto bene. E ringrazio l'America.
L'America è una cosa seria, noi siamo un piccolo stivaletto, questo è un continente, non c'è proporzione... così ringrazio l'America, tutti coloro che hanno amato i miei film, che sono tutti come miei figli.
Ci vuole molta pazienza e molta passione... e ora vi saluto, ma dovete gridare tutti insieme 'Vogliamo un Oscar che si chiami Anna'».

Un vero trionfo di applausi al Ray Dolby Ballroom di Los Angeles per la grande regista italiana, visibilmente emozionata ma ricca di quella ironia mordace che la contraddistingue da sempre.
oscar alla carriera Lina Wertmüller palco Sophia Loren Isabella Rossellini
L'Oscar alla carriera per la nostra Lina Wertmüller è arrivato per ultimo, dopo quelli alla carriera per David Lynch e Wes Studi, il primo indiano americano a ricevere la statuetta, e dopo il premio umanitario Jean Hersholt e quello a Geena Davis per il suo lavoro per l'eguaglianza di genere.

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