Miss Sixty: storia di un brand italiano sempre più in voga

Icona di moda d'avanguardia sin dagli anni '90, le sue ben salde radici made in Italy e un profondo processo di rinnovamento hanno permesso al brand di riaffacciarsi con successo al mercato europeo e nel continente asiatico. Colori accesi, fantasie pop e linee innovative, sono le caratteristiche principali delle collezioni Miss Sixty, presenti anche nell'e-commerce.

Per tutti gli anni Novanta e i primi 2000, Miss Sixty è stato un marchio cult per adolescenti e ragazze. Vestire Miss Sixty significava essere alternative e controcorrente, senza perdere mai di vista le ultime tendenze della moda e, soprattutto, godendo della possibilità di sentirsi fashion in ogni momento della giornata: linee fantasiose e colori sgargianti erano e sono le peculiarità delle collezioni di un brand che ha fatto la storia della moda italiana e non solo.

Dalla nascita ai primi successi

Era il 1991 e i jeans arrivavano ancora all'altezza dell'ombelico (o addirittura poco al di sopra). A Renato Rossi e Wichy Hassan venne però in mente di fondare a Roma un marchio che avrebbe cambiato le sorti della moda giovanile. Decisero di rivolgersi esclusivamente al pubblico femminile e di lanciare sul mercato un nuovissimo paio di jeans a vita bassa. Si trattava di una vera e propria provocazione: un jeans a vita bassissima destinato a rivoluzionare il modo di vestirsi di milioni di ragazze in tutto il mondo. E tale rivoluzione riuscì a centrare in pieno il suo obiettivo: 27 milioni di capi del primo modello Miss Sixty invasero il mercato dando nuova linfa al brand italiano, facendolo apprezzare ovunque. Se a Roma era situata la sede amministrativa, il braccio e il cervello creativo rimasero a Chieti; i laboratori, invece, erano sparsi tra Campania, Puglia, Molise e Abruzzo. Il fatturato crebbe rapidamente, grazie alla rivoluzione stilistica di Hassan, ma anche alla cura con cui erano realizzati i capi.
negozio vetrina Miss Sixty

La nascita del Gruppo Sixty

Dal primo jeans a vita bassa alla nascita del Gruppo Sixty il passo fu breve. Quest'ultimo, oltre ai brand Miss Sixty ed Energie, acquisì anche i marchi Murphy&Nye, Killah e Refrigiwear. Furono assunte oltre 2500 persone e i prodotti invasero i mercati di 80 Paesi, con un record di fatturato di oltre 700 milioni di euro stabilito nel 2007. Persino ad Hollywood si accorsero dei capi Miss Sixty e non poche vip d'oltreoceano cominciarono ad indossare le creazioni della casa di moda italiana, che di lì a poco giunse addirittura alla fashion week di New York. I problemi di salute di Hassan e la sua scomparsa datata al 2011 acuirono una crisi cominciata alcuni anni prima. Nel 2012, i debiti costrinsero i vertici del Gruppo Sixty a vendere e l'azienda finì per essere assorbita dal Crescent HydePark, un fondo di investimento asiatico.

Il presente di Miss Sixty

Le sue ben salde radici italiane ed un profondo processo di rinnovamento hanno permesso al brand di riaffacciarsi con successo al mercato europeo. Nel frattempo, il successo riscosso nel continente asiatico ha dato la possibilità al gruppo di aprire oltre 3000 punti vendita Miss Sixty tra Cina, Giappone, India, Singapore, Hong Kong, Vietnam e Thailandia. Al momento, i negozi mono-marca in Italia sono una decina; a questi si aggiungono due punti vendita nel Regno Unito e altri due in Germania. Le premesse interessanti non mancano, anche in virtù della forte volontà dei nuovi vertici asiatici di non snaturare il brand. Il senso degli affari degli asiatici, inoltre, ha fatto in modo che il marchio non perdesse mai la voglia di evolversi e di rimanere all'avanguardia, grazie alla messa a punto di alcune tecnologie innovative. Tra queste l'e-commerce misssixty.com, sul quale acquistare centinaia di capi scontati.

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