Lo sbarco sulla luna grazie a una donna, Margaret Hamilton

Il suo nome è Margaret Hamilton, scienziata, e il suo software salvò la missione della NASA, permettendo l'allunaggio dell'Apollo 11 e agli astronauti Armstrong e Aldrin di passeggiare sulla luna. Chi era questa donna straordinaria e come rese possibile lo sbarco sulla luna cinquant’anni fa?

Mentre celebriamo il 50° anniversario dei primi passi di Neil Armstrong sulla Luna, vogliamo raccontarvi di un geniale matematico, una donna straordinaria che ha contribuito a portare l'umanità sulla luna.

La missione Apollo 11

Il 20 luglio 1969 alle 20:17:40 UTC, ci fu la missione spaziale Apollo 11, che portò gli astronauti statunitensi Neil Armstrong e Buzz Aldrin sulla luna.
sbarco sulla Luna missione Apollo 11 allunaggioArmstrong fu il primo a mettere piede sul suolo lunare, sei ore più tardi dell'allunaggio, il 21 luglio alle ore 02:56 UTC, mentre Aldrin arrivò 19 minuti dopo; i due astronauti rimasero circa due ore e un quarto al di fuori della navicella e raccolsero 21,5 kg di materiale lunare che poi riportarono sulla Terra.
Dell'equipaggio faceva parte anche Michael Collins, pilota del modulo di comando che rimase in orbita lunare.
L'Apollo 11 fu la quinta missione con equipaggio del programma Apollo della NASA, a essere lanciata dal Kennedy Space Center.
Cinquant'anni fa, però, senza Margaret Hamilton e i suoi calcoli, quel famoso allunaggio non ci sarebbe stato.
Questa giovane donna, grazie al suo genio e alla sua meticolosità nell'analisi prima della missione, riuscì a prevedere un possibile conflitto nel computer, stabilendo le priorità e ignorando le funzioni che non servivano all'allunaggio.

Chi è Margaret Hamilton

Margaret Heafield Hamilton è nata a Paoli, nell'Indiana, il 17 agosto 1936.
È un'informatica, ingegnere e imprenditrice statunitense ed è stata la direttrice del Software Engineering Division del MIT Instrumentation Laboratory, che sviluppò il software di bordo per il programma Apollo.
margaret Hamilton programma Apollo 11 computerAveva circa 25 anni quando iniziò il programma Apollo, dopo un impiego al Massachusetts Institute of Technology (MIT); le sue abilità e il suo genio la rendono rapidamente la candidata ideale per sviluppare il computer di bordo che equipaggia le future navi del programma Apollo.
Ed era anche mamma di una bambina di 4 anni, Lauren, che la seguiva in laboratorio.
Margaret, infatti, responsabile della progettazione del sistema informatico del programma Apollo, non esitava a fare straordinari e, durante le sere e nei fine settimana, portava la piccola con sé, ricevendo tante critiche dai suoi collaboratori.
Negli anni '60, erano ancora poche le mamme lavoratrici, soprattutto nel settore scientifico. Margaret è però un'eccezione.
In quegli anni, informatica e ingegneria del software non erano ancora discipline universitarie e i programmatori si formavano facendo esperienza sul campo.
«Quello che erano soliti fare quando entravi, senza esperienza, in questa organizzazione, era di assegnarti un programma che nessuno era in grado nemmeno di capire come far funzionare. Quando ero alle prime armi lo diedero anche a me, e quel che successe è che si trattava di un programma pieno d'insidie e la persona che lo aveva realizzato si era divertito a commentare il codice in greco e in latino. Così, fui assegnata a questo programma e riuscii a farlo funzionare. Addirittura riportava l'output in greco e latino. Fui la prima a riuscire a farlo funzionare».
(Margaret Hamilton alla prima conferenza dell'Apollo Guidance Computer History Project da wikipedia).

Margaret Hamilton, la ragazza che ci portò sulla luna

La missione Apollo 11 stava per fallire: pochi minuti prima dell'allunaggio, scattarono diversi allarmi per un sovraccarico di dati d'ingresso e il computer non era in grado di elaborare tutti i dati nello stesso momento, come Margaret Hamilton disse nel 1971 in una lettera dal sito Hack the moon:
In realtà, il computer è stato programmato per fare di più che riconoscere le condizioni di errore. Nel software è stata incorporata una serie completa di programmi di recupero . L'azione del software, in questo caso, consisteva nell'eliminare le attività a priorità più bassa e ristabilire quelle più importanti. Il computer, piuttosto che quasi forzare un aborto, ha impedito l'interruzione. Se il computer non avesse riconosciuto questo problema e avesse intrapreso un'azione di recupero, dubito che l'Apollo 11 sarebbe stato il successo dell'atterraggio della luna».
Margaret Hamilton, direttore di Apollo Flight Computer Programming, MIT Draper Laboratory, Cambridge, Massachusetts. 1 marzo 1971

Una donna straordinaria

Margaret Hamilton Barack Obama presidente onorificenza Medaglia Presidenziale della LibertàCome sempre accade per le donne, il lavoro della Hamilton venne dimenticato per quasi cinquant'anni.
Poi, il 16 novembre del 2016, il Presidente Barack Obama le conferì una delle massime decorazioni degli Stati Uniti d'America:
la Medaglia Presidenziale della Libertà,
Margaret Hamilton Barack Obama presidente Medaglia Presidenziale della Libertàun'onorificenza che va a coloro che hanno dato "un contributo meritorio speciale per la sicurezza o per gli interessi nazionali degli Stati Uniti, per la pace nel mondo, per la cultura o per altra significativa iniziativa pubblica o privata".
Era ora...

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Commenti sull'articolo
  • wilma 21 Lug 2019

    Grazie per aver menzionato Margaret Hamilton, non sono molti quelli che conoscono il suo prezioso lavoro, fatto dietro le quinte, come spesso succede alle donne. Un pensiero va alle donne degli astronauti che hanno permesso tutto questo facendo un passo indietro rispetto ai loro famosi mariti. Aspettando, passando notti insonni prima e durante la missione, crescendo bambini che avrebbero potuto diventare orfani ( ricordiamo il fato che la missione era considerata così pericolosa che era già stato preparato il discorso funebre), dimostrando ancora una volta se ce ne fosse bisogno che dietro a grandi uomini ci sono grandi donne.

  • Giovanna Sangiorgi 21 Lug 2019

    Ciao Wilma, grazie per il suo commento e benvenuta nel nostro blog. Pienamente d'accordo con tutto quello che ha scritto. Sicuramente saranno tantissime le donne straordinarie che, purtroppo, non vengono ricordate con il valore che meritano. Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di farlo. Grazie ancora, un abbraccio (🌺◠‿^)

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