U2, leggendaria rock band irlandese compie 40 anni

La storica band degli U2 compie quarant'anni. Tutto iniziò il 25 settembre del 1976, quando i quattro ragazzi di Dublino, capitanati da Bono Vox, diedero inizio a quella che sarebbe diventata una delle rock band più famose al mondo. Perché amiamo gli U2? Perché gli U2 siamo noi! Notizie e video più famosi.


«Sabato 25 settembre, nel 1976, un gruppo di strane persone si è riunito nella mia cucina ad Artane. Lì è iniziato tutto».
Ricorda così Larry Mullen jr quel primo incontro che, di fatto, determina la nascita degli U2.
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Qualche giorno prima era stato lo stesso Mullen ad appendere un annuncio nella bacheca della sua scuola, la Temple Mount.
Questo l'annuncio che avrebbe cambiato la storia del rock:
«Batterista cerca musicisti per formare una band».
Sono passati 40 anni da allora, in quella cucina si dava il via all'avventura di una delle più celebri rock band irlandesi: 22 Grammy vinti, più di 170 milioni di dischi venduti, più di 7 milioni di spettatori per un singolo tour.
Dal 2005 sono nella Rock and Roll Hall of Fame.
A quell'incontro si presentarono due amici di Larry, Ivan McCormick e Peter Martin, Paul Hewson, che il mondo conoscerà meglio come Bono Vox, i due fratelli David e Dick Evans e un loro amico, Adam Clayton tutti entusiasti di salire sul palco a fare musica.
Paul Hewson si presentò come aspirante chitarrista; non sapeva suonare ma aveva un carisma e una personalità irresistibili.
Larry gli suggerì di cantare.
Inizialmente la band si chiamò Feedback; nel 1977 divennero The Hype.
Sembrava che tutto avesse vita breve; Dick, Ivan e Peter abbandonarono per intraprendere altre strade.
Poi nel 1977 a Dublino arrivarono i Ramones.
Ecco cosa ha raccontato Bono:
«Quella sera grazie a Joey Ramone ho scoperto la mia voce. Mi resi conto che anche lui aveva una voce un po' femminile, la stessa che veniva fuori a me quando cantavo. Così ho pensato: 'andrà bene, dopo tutto».
Un anno dopo la band si chiamò definitamente U2.
Paul Hewson divenne Bono Vox, David Evans scelse il nome The Edge.
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Il primo lavoro del gruppo fu l'album Boy, uscito il 20 ottobre 1980, registrato nel Windmill Lane Studios di Dublino.
La copertina ha il volto di un ragazzino di 6 anni, Peter Rowan, fratello di un amico di Bono, che comparirà anche sulle cover War, The best of 1980-1990 ed Early demos.
Esce anche il primo singolo, I will follow e gli U2 partono per il loro primo tour europeo.
L'album esce anche negli USA.
L'inizio della leggenda si ha con capolavori come War, con il brano Sunday bloody sunday; il mondo iniziava ad amarli sempre più, soprattutto dopo la loro apparizione al Live Aid del 1985, quando Bono, scese dal palco di Wembley, prese una ragazza dalle prime file e iniziò a ballare con lei sulle note di Bad.
Poi ci fu Unforgettable Fire nel 1984, ma soprattutto The Joshua Tree, nel 1987, che avrebbe ufficialmente reso il gruppo una superstar internazionali.
Fu uno dei loro album di maggior successo, che ha raggiunto il primo posto in classifica in più di 20 paesi al mondo.
I singoli epici degli U2 sono sicuramente With or Without You, I Still Haven't Found What I'm Looking For, Where the Streets Have No Name.
Una delle mie preferite, With or without you... buon ascolto ♫•*(◡‿◡✿) *•♫ ❤

L'album The Joshua tree ha vinto un Grammy come album dell'anno nel 1988, descritto da molti critici come uno dei più grandi album di sempre, nella lista dei 500 migliori album secondo la rivista Rolling Stone, che il 7 maggio del 1987 scrive:
«La bellezza selvaggia, la ricchezza culturale, il vuoto spirituale e la feroce violenza dell'America vengono esplorati per ottenere degli effetti di fatto in ogni aspetto di The Joshua Tree; già nel titolo e nelle immagini sulla copertina dell'album, il blues e il country si mescolano chiaramente nella musica... Infatti, Bono dice che "smantellare la mitologia dell'America" rappresenta una parte importante dell'obiettivo artistico di The Joshua Tree.»

Perché amiamo gli U2?

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Per me sono una vera passione che mi accompagna da anni.
Li ho conosciuti da ragazzina e li ho scelti perché sentivo il coinvolgimento e la determinazione con cui denunciavano fatti di cronaca orribili e la passione che metteva Bono quando con la sua voce urlava il suo NO al sacrificio di vite umane.
Nelle canzoni, gli U2 esprimono concetti comuni a molti di noi, quello che in tanti vorremmo urlare ma che per vari motivi non riusciamo a fare.
Non sono solo ricordi di anni passati, di vecchi vinili o dei concerti a cui si è partecipato, di un'epoca che non esiste più.
La musica degli U2, la voce di Bono ha accompagnato la storia di molti di noi, non solo dei fans più accaniti.
Spesso criticato, Bono può piacere o no, però è chiaro a tutti che è uno degli artisti che più si è prodigato al suo impegno umanitario e per la libertà degli emarginati e disagiati, e per questo ha incontrato alcuni degli uomini più potenti al mondo, affrontandoli con sfrontatezza pur di avere risultati positivi.
Un impegno che è frutto di una sua passione, non certo di calcolo; a Capitol Hill, ad esempio, di fronte alla gravità della crisi di migranti, il leader degli U2, Bono, ha chiesto all'America e al mondo un nuovo piano Marshall per i disperati che fuggono dalle guerre.
A Las Vegas, all'iHeartRadio music festival 2016 di Las Vegas, Bono ha attaccato a più riprese il candidato repubblicano Donald Trump, dicendo al pubblico:
«Ma veramente ve la sentite di rischiare il sogno americano?»
Poco dopo (un po' in stile ZooTv Tour) sono stati fatti piovere dall'alto dollari con l'immagine di Trump con scritto "Make America hate again".

Beh, che dire, per uno che a scuola veniva criticato dagli insegnanti, che lo consideravano un buono a nulla, ne ha fatto di strada!
E pensare che il suo papà, Bob, gli aveva consigliato di trovarsi un posto di lavoro sicuro.
Negli anni gli U2 hanno cercato nuove strade musicali, più contemporanee e creative, ma ancora non sembrano soddisfatti.
Come afferma lo stesso Bono:
« Ancora oggi vorrei che gli U2 fossero un gruppo migliore. Vorrei che fossimo una band di maggiore talento. E adesso, quando mi preparo a scrivere una canzone, per me diventa una lancinante prova di umiltà».

U2, leggendaria rock band irlandese compie 40 anni leader del gruppo paul hewson bono voxUna band per durare tanti anni ha il suo perché.
Personalmente li ho amati dal primo ascolto.
U2, leggendaria rock band irlandese compie 40 anni bono vox adam clayton larry mullen the edgePer continuare a spiegare il perché amiamo gli U2, ho preso in prestito dal web, uno scritto di Andrea Morandi, critico musicale e autore di U2 - The Name Of Love (Arcana) :
QUALCUNO ASCOLTAVA GLI U2… Chi per passione, chi per Dublino, chi per War, chi per i ricordi. Parafrasando un celebre testo di Giorgio Gaber ecco uno scritto semiserio sugli U2
Qualcuno ascoltava gli U2 perché non poteva farne a meno.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché gli ricordavano l'adolescenza.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché una sera di maggio del 1987 era andato a un concerto al Flaminio e non si era mai più ripreso.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché un compagno di banco gli aveva prestato la cassetta di Rattle and Hum e se l'era tenuta.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché amava Dublino, qualcun altro perché adorava Berlino e qualcun altro ancora perché sognava l'America. Ma non ci era mai stato.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché voleva essere come Adam Clayton.
Qualcuno ascoltava gli U2 nonostante Pop.
Qualcuno ascoltava gli U2 soprattutto per Pop.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché ascoltava solo ed esclusivamente gli U2.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché il mondo visto attraverso le loro canzoni gli sembrava un posto migliore.
Qualcuno ascoltava gli U2 per senso di appartenenza.
Qualcuno ascoltava gli U2 per One, qualcun altro per With or without you, qualcun altro ancora per Sunday Bloody Sunday.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché adorava la copertina di Achtung Baby.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché si commuoveva ogni volta che ascoltava Bad.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché a ogni loro concerto era stato una persona felice. Anche solo per due ore.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché attraverso le loro canzoni aveva imparato più cose che sui libri che gli avevano fatto studiare a scuola. Qualcuno ascoltava gli U2 perché considerava Bono come un dio.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché considerava Edge come un dio.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché altro che Lady Gaga/altro che i Rolling Stone/altro che il football.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché alla radio in quel preciso momento avevano passato gli U2. E non se li era più tolti dalla testa.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché aveva capito che nei sogni iniziano le responsabilità.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché aveva il vinile di The Unforgettable Fire.
Qualcuno ascoltava gli U2 nonostante non avesse mai comperato un vinile.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché a ogni Capodanno non riusciva a fare a meno di New Year's Day.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché non era più riuscito a dimenticare il Live Aid del 1985.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché non aveva ancora trovato quello che stava cercando.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché si era innamorato di una persona che ascoltava gli U2.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché Larry Mullen era una brava persona.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché non aveva mai capito i Simple Minds e perché i Depeche Mode non erano mai stati abbastanza.
Qualcuno ascoltava gli U2 perché una sera a Modena aveva pianto mentre ascoltava Miss Sarajevo.
Qualcuno ascoltava gli U2 in attesa che arrivasse il prossimo concerto.
Qualcuno invece ascoltava gli U2 semplicemente per un motivo: perché in tutta la sua vita non aveva mai sentito niente del genere.

Riprendo e faccio mia una frase dello stesso Andrea Morandi e ritornando alla domanda iniziale: perché amiamo tanto gli U2?

Perché gli U2 siamo noi. E tutto quello che vorremmo essere.

E voi, amate gli U2?

Lasciate un vostro commento, sarà ben gradito. Io vi lascio con uno dei miei preferiti, Where the Streets Have No Name.
Buona visione (◠‿^) e Grazie per la lettura ❤❤❤


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