Mamme e lavoro, niente sensi di colpa

Come aiutare un bambino a superare l'ansia e la paura del distacco dalla mamma? Ecco perché le mamme che lavorano non devono sentirsi in colpa.

Le ragioni per cui le donne scelgono di lavorare sono diverse, ma sono sicura che nessuna lo faccia perché non ama la sua famiglia.
Alcune hanno già una carriera ben avviata, costruita nel corso di molti anni che non sarebbe giusto interrompere perché ci si crea una famiglia; altre hanno bisogno di un secondo stipendio per far quadrare l'economia familiare e con la crisi di questi tempi, diventa più che mai necessario.
Altre ancora, hanno una passione innata per il lavoro e per la carriera.
mamme e lavoro
Comunque sia, lavorare per noi donne non è per niente facile, perché non c'è una soluzione giusta: o si è madri che lavorano e quindi poco presenti, o stanno in casa ma rimpiangono il lavoro, oppure madri che hanno tutto il tempo a disposizione, anche per portare i bimbi al parco, ma non riescono a prendersi cura di sè e hanno sempre pochi soldi.

Ciò che accomuna molte di noi, donne e mamme, è quel bisogno di fare tutto e bene, dalla gestione della famiglia, dei figli, il lavoro, al passatempo preferito, per poi ritrovarci stanche e stressate la sera, con evidenti sensi di colpa.
Dobbiamo, però, capirlo, alla fine, che non esiste la mamma perfetta!
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E quel senso di colpa aumenta con la nascita di un bambino, perché s'innesca il pensiero di essere sbagliate, di commettere errori nei confronti dei figli, della casa e del marito.

Dover riprendere il lavoro dopo la nascita di un bambino è molto difficile; c'è la consapevolezza che gli dedicheremo meno tempo, che dovremo lasciarlo in una struttura per l'infanzia, magari in lacrime, e il non poterlo consolare crea tanti pensieri fatti di ansie e paure, che s'impossessano della mente.
La cosa che tutte noi donne dobbiamo imparare, è che ciò che conta non è la quantità, ma la qualità di tempo che dedichiamo ai nostri cari.
Inoltre una mamma che lavora, che contribuisce alle entrate economiche della famiglia, ha un appagamento mentale maggiore che tradurrà in maggiori attenzioni e cure per tutta la famiglia.

Come riuscire a lavorare ed evitare i sensi di colpa

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Ecco alcuni consigli utili

Qualità del tempo

Come sopra citato, è la qualità del tempo quella che conta, meglio trascorrere due ore dedicate con pazienza e calma ai propri figli, che l'intero giorno in modo stressato di corsa o, peggio ancora, annoiato.

Il lavoro aiuta la donna

Una donna realizzata e appagata dal suo lavoro sta sicuramente meglio e il suo stato di benessere lo trasferisce a tutta la sua famiglia e alla sua casa.
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I bambini, in un ambiente sereno, crescono decisamente meglio. Un buon consiglio è di immaginare la propria vita senza lavoro e senza gratificazioni e valutarne le conseguenze.

Autonomia

Vedersi e farsi vedere dai propri cari come modello di autonomia, è un buon esempio da trasmettere ai figli.

Crescita dei figli

I nostri figli non saranno piccoli per sempre, dall'asilo passeranno alle varie fasce scolastiche, ai vari amici e all'essere loro stessi indipendenti.
In questi casi, la cosa più importante da fare è quella di assecondare i sensi di colpa e iniziare sin da subito a impartire piccole regole ai nostri bimbi, per rispetto nostro e della loro crescita.
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Come aiutare un bambino a superare l'ansia e la paura

  • Innanzitutto bisogna preparare il bambino alla separazione, spiegandogli che lo saluteremo per andare via (al lavoro, a fare commissioni o altri motivi per cui ci si deve allontanare da lui) ma che torneremo presto.
  • Abitua il tuo bambino a vedere persone estranee alla famiglia; se non vuole andare in braccio a qualcuno, non costringerlo, ma coccolalo e non esitare a prenderlo in braccio quando ha paura.
  • Non lasciare il bambino quando lui non guarda o dorme, può viverlo come abbandono.
  • Se l'ambiente in cui è lasciato il bambino è nuovo, esploratelo con lui così prenderà familiarità, anche con le persone con cui passerà il tempo. Dai tempo al bambino di adattarsi al nuovo posto e alle persone che non conosce; parla con loro in modo che si crei familiarità.
  • Se lo lasci con un baby sitter a casa, resta con loro per un quarto d'ora, venti minuti, in modo che il piccolo si abitui alla nuova persone e faccia le attività mentre ci sei anche tu.
  • Tranquillizza tuo figlio con pazienza e amore, rassicurandolo sul vostro ritorno, senza specificare quanto tempo perché i bambini non hanno ancora una percezione precisa. Mostrando al vostro piccolo un atteggiamento sereno, sarà fonte di tranquillità per lui, quindi siate il più possibile calme.
  • Potete lasciargli qualcosa di vostro che il piccolo possa tenere con sé durante la vostra assenza: un foglio con disegni che avete creato insieme, una sciarpa con il vostro odore; potete anche fare un piccolo rituale, come cantare una canzone o recitare una filastrocca, prima del saluto. Fate in modo che non sia lunga e troppo articolata per evitare stress a causa della fretta e finite sempre con un lungo abbraccio e baci. Lasciatelo dicendogli che riprenderete l'abbraccio al vostro ritorno.
  • Quando siete a casa, prima di fare qualche faccenda o di mettersi a cucinare, iniziate un gioco con il vostro bambino e poi insegnategli a continuare da solo; dopo lasciatelo giocare da solo, possibilmente nella stanza dove siete voi in modo da parlargli o fargli un bel sorriso.

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  • Quando è molto piccolo, ci sono gli appositi box per bambini, mentre quando riesce a stare seduto da solo, potete metterlo in recinti, in cui mettere alcuni giochi. E fare o inventare nuovi giochi, man mano che gli anni passano. La cosa importante è che lui veda e senta la vostra presenza.


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  • In cucina, ad esempio, quando è ancora piccolo, potete dargli degli utensili di silicone, con cui non può farsi male, delle presine di stoffa, cose che non siano pericolose ma divertenti per giocare.
    Il bambino avrà così cose nuove con cui giocare, diverse dai suoi soliti giochi, arricchendo il suo cervello con nuove informazioni. Ricordatevi che non sarà facile, all'inizio il piccolo potrà urlare e piangere, ma urla e strilli non gli provocano traumi, lo fa perché è arrabbiato.


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  • Condividete questo metodo educativo anche con il papà, in modo che il bambino vi veda uniti nelle decisioni.

Dopo qualche giorno, la mamma o il papà che non si saranno arresi agli strilli, vedranno i risultati: il bambino starà vicino, giocando da solo, capendo che in quel momento la mamma sta lavorando o il papà è impegnato.
E così anche la mamma sarà più tranquilla, avrà giocato e educato il suo bambino, preparato la cena, fatto qualche faccenda e fatto cenare la sua famiglia in un clima sereno, tenendo sotto controllo anche i suoi sensi di colpa.

Nei casi in cui non si riesce e i sensi di colpa, il disagio e le paure per il distacco dal figlio sono tante, può essere necessario l'aiuto e il consulto con uno psicoterapeuta.
In ogni caso ricordate che non siete sole, essere genitori non è una passeggiata.
Sono tante, le mamme che lavorano e con molte esperienze da raccontare.

E voi, qual è la vostra esperienza di mamma e lavoro, come vi gestite? Voi amiche casalinghe, con il duro lavoro di tutti i giorni, come vi comportate?

Raccontate le vostre esperienze, saremo lieti di leggerle.

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L'articolo è solo informativo, perché Think Donna non offre trattamenti medici né fa diagnosi.
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