Dolce di Santa Lucia | Cuccìa ricetta siciliana e tradizioni

La ricetta siciliana della cuccìa, dolce siciliano di Santa Lucia, preparato nei giorni precedenti al Natale per festeggiare la santa martire cristiana, Santa Patrona della città di Siracusa. Storia e tradizioni non solo siciliane, perché il culto di Santa Lucia è vissuto anche nel Nord Italia e persino in Svezia.

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santa lucia festa santa patrona siracusa processione 13 dicembreIl 13 Dicembre si festeggia Santa Lucia, festa molto sentita in Sicilia, in maniera particolare a Siracusa: la Santa, martire cristiana, nacque a Siracusa intorno al 283 e della città è Santa Patrona.
Il 13 Dicembre ricorre l'anniversario del suo martirio e per la città vengono esposti drappi e tappeti dai balconi; una processione illuminata dai ceri porta per le vie della città la statua d'argento della Santa, capolavoro dell'oreficeria siciliana del XVI secolo, opera di Pietro Rizzo, argentiere palermitano della bottega di Nibilio Gagini: la statua, alta quasi quattro metri, racchiude una teca in oro dentro cui sono custodite frammenti delle costole di Santa Lucia, reliquie che il gesuita P. Bartolomeo Petracci donò al Senato di Siracusa nel 1605.
santa lucia cattedrale siracusa ortigia festa santa patrona 13 dicembre processioneOgni anno, il 13 Dicembre, al grido di "Siracusana è!", inizia la processione che segue il percorso dalla stupenda Cattedrale dell'isola di Ortigia, fino alla Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, dove il simulacro rimane esposto. Emozionante quando la processione passa per la "Porta Marina" e riceve il saluto dei marinai che, in suo onore, fanno suonare a festa le sirene delle loro navi.
La festa si conclude il 20 Dicembre, quando la statua della Santa ritorna alla Cattedrale, portata sulle spalle dai "berretti verdi" della confraternita dei falegnami.
santa lucia processione santa patrona siracusa berretti verdi festa 13 dicembre luminarie accese gente folla popoloIl 13 Dicembre, in tutta la Sicilia, non si mangia pane e pasta, ma solo legumi e verdure, in segno di penitenza: questa tradizione ha origini antiche risalenti alla tremenda carestia che colpì la Sicilia nel XVIII secolo e che finì proprio grazie al miracoloso intervento della Santa martire che fece convogliare sull'isola una flotta di navi cariche di frumento. Ecco cosa narra la leggenda:
"A Siracusa c'era una tremenda carestia, tanto che non c'era più nulla da mangiare. La notte di Santa Lucia, una bambina sognò la Santa che le disse di andare sulla spiaggia, di accendere un fuoco sotto dei grandi pentoloni, perché stava arrivando una nave carica di grano. La bambina svegliò la madre e questa svegliò i vicini: corsero tutti sulla spiaggia e, alle prime luci del mattino... ecco che arrivò la nave. Era carica di grano che fu subito cucinato sulla spiaggia, perché avevano talmente fame che non aspettarono per macinarlo, per poi farne farina e quindi pane e pasta. Il frumento fu cotto così com'era e condito con ciò che si potè racimolare subito come un po' di ricotta, del latte, del miele, dei fichi e del vin cotto, insomma quello che c'era a disposizione."
Da allora è d'uso comune nelle famiglie siciliane mangiare la "cuccìa" condita con crema di ricotta e con del vin cotto.
Nei tempi antichi, si mostrava la devozione a Santa Lucia, mangiando esclusivamente la cuccìa (che deriva dal termine cocciu, cosa piccola, chicco), che veniva distribuita a familiari, amici e vicini di casa.
A Palermo invece la gustavano nella versione salata: il frumento veniva cotto con il sale e venivano aggiunti anche ceci, ricotta salata grattugiata ed olio.
Ai nostri giorni, in ricordo dell'avvenimento, sempre secondo tradizione, in tutta la Sicilia dopo la messa si mangia la cuccìa, dolce di lunga preparazione fatto con grani di frumento cotti a lungo nell'acqua e conditi con ricotta, zucca, cannella, cioccolato a pezzi, zucchero a velo.
gattò di patate arancine arancini panelle festa santa lucia tradizionePiatti tipici del giorno di Santa Lucia sono le panelle, timballi di riso, gattò di patate e quelle che sono le protagoniste assolute, le buonissime arancine e, come sempre, dall'evento religioso, si finisce ad una grande abbuffata...
Un antico motto palermitano però ricorda: "Santa Lucia, vulissi pani, pani unn' aiu e accussi mi staiu" (trad. Santa Lucia, vorrei pane, pane non ho e così mi sto): nonostante le bontà della tradizione culinaria siciliana, la festività dovrebbe essere celebrata sopratutto spiritualmente; come solenne ricordo del miracolo di Santa Lucia infatti, la Chiesa invita al digiuno e all'astensione dal consumare, per tutta la giornata, pane e pasta.
Santa Lucia è la santa della generosità nel donare e da qui nasce la leggenda di "Santa Lucia portatrice di doni": in alcuni paesi del Nord Italia, come nel Triveneto e nel Bergamasco, ma anche in alcune zone della Sicilia Sud-Orientale , la Santa è attesa su un'asina bianca intenta a portare doni ai bimbi buoni, mentre bacchette di legno (simbolo di punizione e rigore) sono riservate ai più cattivi.
lucia di svezia ragazza capelli biondi vestita di bianco tunica corona sette candele accese gemellaggio siracusa festa santa lucia 13 dicembre processione Il culto in onore di Santa Lucia è presente anche in alcune tradizioni europee, come quella Ceca, austriaca e, sopratutto, svedese: la notte del 13 Dicembre, nelle case svedesi, la figlia maggiore viene vestita di bianco e le viene messa sul capo una corona di sette candele accese, come simbolo di candore e luce della santa martire; la ragazza, con molta cura, servirà la colazione agli altri membri della famiglia, cantando una bella canzone augurale.
Non si conosce il motivo per cui la Santa siciliana venga onorata fino alla fredda e lontana Svezia; probabilmente furono alcuni missionari cristiani che parlarono della Santa alla popolazione nordica, facendone diffondere il culto. Nel lontano 1927, un quotidiano di Stoccolma, bandì un concorso per eleggere la "Lucia di Svezia", che, vestita di bianco e con la corona di sette candele sulla testa, doveva raccogliere offerte e doni da distribuire ai poveri e bisognosi in occasione delle festività natalizie. Fu talmente clamoroso il successo, che quell'iniziativa viene fatta ancora oggi. Dal 1950 si è creato un collegamento fra la festa svedese e quella siciliana: ogni anno la Lucia svedese viene ospitata nella città di Siracusa, per partecipare alla processione che chiude i festeggiamenti di Santa Lucia.
Se si ha il piacere di festeggiare Santa Lucia con un dolcezza, si può preparare questo dolce, una delle tante varianti della

Cuccìa di Santa Lucia

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Ingredienti

  • 500g di grano duro
  • 800g di ricotta di pecora
  • 300g di zucchero a velo
  • 40g di cedro candito a pezzetti piccoli
  • 100g di capelli d'angelo (zucca candita a strisce sottilissime)
  • 100g di cioccolato fondente a pezzetti piccoli
  • cannella in polvere
  • sale q.b.

Preparazione

Cottura del grano

  1. Il grano va messo in acqua tre giorni prima della preparazione della cuccìa, cambiando l'acqua ogni giorno.
  2. Prima di cucinarlo, il grano va scolato, messo in una pentola capiente, aggiungere un po' di sale, e ricoprendolo completamente d'acqua.
  3. La cottura, secondo tradizione, va fatta a fuoco bassissimo per 6-8 ore, poi si lascia riposare nell'acqua di cottura, coperto per tutta la notte. Se siete in possesso di una pentola a pressione, potete accelerare i tempi così facendo: dopo la messa ammollo per tre giorni, scolate il frumento e mettetelo nella pentola a pressione con l'acqua al limite indicato sulla pentola, con il sale e fate cuocere per 50 minuti; fate raffreddare nell'acqua di cottura.

Preparazione della crema di ricotta

  1. Passate la ricotta a setaccio, aggiungete lo zucchero e lavorate con una frusta o sbattitore; fate riposare per mezz'ora, quindi aggiungete i pezzetti di cedro e cioccolato.
  2. Aggiungete i capelli d'angelo e mescolate per amalgamare bene. Unite il frumento alla crema di ricotta ed ecco pronta la "cuccìa": potete servirla in coppe o in apposite ciotoline. La cuccìa va servita fredda, con una spolverata di cannella e cioccolato grattugiato.
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